Mastodon a Madrid

Durante gli anni ’90, quando tutti scricchiolavano sotto i suoni grunge dei Pearl Jam e di tanti altri gruppi commerciali del momenti, tantissime altre band di alta qualità stavano preparando il principio di una nuova era musicale, in parallelo a tutta la scena alternativa. Molti, alla fine, non si sono resi conto del fatto che il futuro fosse lì. Tra tutte queste band, ed è necessario riassumere un po’, vi sono i Melvins, Kyuss, Fu Manchu, Electric Wizard e Monster Magnet. Ciò che più stupisce di questi gruppi è il fatto che hanno mantenuto un suono pesante, tipico dell’epoca, ma senza arrivare ad essere precisamente metal e hanno portato le dinamiche del metal e del doom rock in luoghi dove non avevano mai varcato la soglia. Queste band saranno essenziali per capire a pieno il fenomeno del stone rocker o desert rock che si spargerà a partire dalla fine degli anni ’90 fino ai giorni nostri.

mastodon madrid

Se guardiamo un po’ più avanti del stoner, i gruppi rock della fine degli anni ’90 in avanti, hanno scoperto nuove forme di interpretare i classici riff propri dell’hard rock e dell’heavy metal. Erano già nuovi tempi e così si finì con il satanismo, la violenza o i conflitti della guerra fredda, tematiche tipiche del metal degli anni ’80.  Nel caso della nuova orda di band metal è diventato tutto interiore, in alcuni casi cosmico, riportando vita al genere abbastanza consumato dalle tematiche precedenti.

I Mastodon sono una delle band eredi di questi suono ma che hanno saputo superare il tutto sia a livello concettuale che musicale. Formatisi ad Atalanta, Georgia, i Mastodon hanno saputo amalgamare il suono proprio del grunge assieme a suoni più lenti e pesanti, così come riff accelerati presi in prestito dall’hardcore e cambi propri del rock progressivo e del jazz. In altre parole: sludge metal. Così i Mastodon dimostreranno, con il loro disco Remission, di essere uno dei primi a far nascere questo genere nel 2002. Tuttavia, non sarà fino all’uscita del loro disco più emblematico, Leviathan nel 2004, che la band diventerà l’ispirazione per tanti progetti di metal d’avanguardia.

Da poco i Mastodon hanno appena registrato il loro ultimo disco, The Hunter, che mantiene un suono pesante, ovviamente, ma trova la band in un punto di ricostruzione: canzoni brevi molto intense, con meno progressive, ma più riff molto più classici, fanno di The Hunter una produzione intensa e allo stesso tempo accessibile a nuovi fan. Se non hai mai sentito prima d’ora i Mastodon, allora questo disco è un buon inizio per poi scoprire i loro primi dischi molto più intensi. I Mastodon saranno a Madrid il 23 gennaio nella sala Joy, ancora conosciuta in capitale come la Joy Eslava, nonostante il cambio di nome. Per maggiori informazioni cliccate su http://www.mastodonrocks.com/

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Trova uno degli appartamenti a Madrid e avvicinati al suono imponente dei Mastodon. La scena rock di Madrid continua a vibrare e ti aspetta nel suo profondo underground.

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January 11th, 2012 by madridblogger | 1 Comment »

La Boite: sala da concerti e discoteca di Madrid

Oggigiorno non è facile trovare spazi dove si faccia buona musica o che si assumano il rischio di proporre nuove band che abbiano molto più da dire che il rock normale che piace a tutti. Se si analizza il problema con sguardo acuto, si vede che molti scelgono il rock come strumento di divertimento o per ballare. Ovviamente non c’è niente di male in questo. Ma il fatto è che il rock n roll può essere anche sperimentale, provocatorio, anticonvenzionale. Madrid è una città che senza dubbio ama il rock.

la <b>boite</b> madrid

La cosiddetta Movida, trent’anni fa, lo ha dimostrato, e la sua grande influenza nel rock successivo, non solo spagnolo ma anche sudamericano. La storia e la nascita della Movida di Madrid hanno poco a che fare con ciò che succede oggi in Spagna per quanto riguarda il rock. Si trattava, allora, di un contesto ancora dittatoriale, che vide l’emergere di un gruppo di giovani punk provocatori alla conquista del mondo. Attualmente il rock spagnolo sembra vivere un momento di pausa o di letargo, invaso dalle frequenze ¨indie¨ e ¨moderne¨, in attesa, come a tante latitudini, che il rock torni a salvarci.

A Madrid adesso abbondano gli spazi dedicati al rock n roll. Bar, club, alcune discoteche in cui si può ascoltare ad esempio buon rock da garage classico. Altre tendenze come lo space rock o il krautrock, invece, hanno ancora una diffusione limitata. Il fatto è che non esiste una città in cui il psych rock sia davvero lo stile preferito dal pubblico e dai musicisti: il “Space Rock Heaven” non esiste. Almeno non ancora. Ma fai in modo che questo non blocchi la tua ricerca di nuovi locali dove ascoltare musica sperimentale.

Un locale come La Boite presenta alcuni dei gruppi di rock psichedelico più importanti e sperimentali degli ultimi anni. Lo dimostrano i concerti di band come Mugstar, Acid Mothers Temple, Silver Apples, Bardo Pond, Guitar Wolf ecc. Nonostante tutta l’abbondanza di sonorità che circolano oggi su internet, il psych rock continua ad essere uno degli ultimi bastioni della sperimentazione a cui la cultura popolare non può ancora accedere.

Oltre ad essere uno spazio dedicato ai concerti, dopo mezzanotte la Boite si trasforma in uno dei luoghi più animati per ballare tutta la notte e lanciarsi in ritmi frenetici. Dopo i concerti, infatti, diventa uno dei locali preferiti dalla comunità LGBT di Madrid e internazionale. Nella Boite potrai ascoltare il meglio della musica degli anni ’80 e ’90, e la techno più allucinante, che ti farà saltare fino all’alba. Per maggiori informazioni su questo locale e sulla lista dei concerti, visita il seguente sito web: http://www.boitelive.es/

 

 

 

 

 

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Trova appartamenti a Madrid e scopri la grande offerta di bar, club e concerti che questa favolosa città propone. La notte di Madrid non ha mai fine se lo desideri davvero.

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January 10th, 2012 by madridblogger | No Comments »

Abbigliamento vintage a Madrid

Se ti piace vivere alla giornata e ti vanti di essere dotato di buon gusto non devi assolutamente perderti questi consigli relativi ai negozi vintage a Madrid, dove potrai trovare meraviglie impensate per completare il tuo closet e attirarti le invidie di molti. Così, segui i nostri consigli se ti capita di camminare per le strade di questa città.

abbigliamento <b>vintage</b> madrid

Per iniziare Lotta è un posto meraviglioso, dove i dipendenti sono sempre disposti ad assicurare il miglior servizio senza causare alcuna difficoltà. In questo negozio potrai trovare tutto ciò che cerchi, dagli anni ’50 agli ’80, in ottime condizioni. I prezzi sono abbastanza accessibili e proporzionati alla qualità degli articoli, così puoi trovare un cappotto di pura lana per 45 euro e accessori a partire da 10 euro. Ubicato in Hernán Cortés 9, è aperto dal lunedì al sabato dalle 11:00 alle 20:30, chiuso a ora di pranzo.

Se ti piacciono le marche e la spettacolarità, Vintage Madrid è il negozio che devi assolutamente visitare. Qui tutto è haute couture, dai cappelli ai kimono, dalle scarpe fatte a mano a una enorme collezione di vestiti degli anni ’20 e ’30. Si trovano inoltre buoni Armani e Dior, tra le altre cose. La relazione prezzo-qualità è alquanto problematico: basta fare attenzione e dimenticarsi del concetto di amore a prima vista… potrebbe risultare costoso.

Se mi si chiede comunque un consiglio speciale, non c’è niente di meglio che la Mona Checa, un negozio dove tutto è super-vintage, compreso il negozio stesso, che presenta un tendone da circo appeso al tetto. Situato nel quartiere di Malasaña, è diventato un luogo obbligatorio per chi è alla ricerca di buoni prezzi e qualità. Quindi se vuoi venire a conoscerlo e a frugare tra la moda degli anni ’50, ’60 o ’70, l’indirizzo è Calle Velarde 2.

Corachán y Delgado è un classico del vintage. Dotato di pezzi autentici degli anni ’20, ’30, fino agli anni ’80, offre una selezione incredibile di abiti di marca conservati in carta velina, che evita che l’inquinamento, la polvere e l’umidità ne rovinino i tessuti. Il locale è caratterizzato da un’atmosfera sofisticata ed è situato in un’antica bottega ristrutturata, molto in accordo con lo stile elegante dell’epoca. Anche se non è molto economico, ciò che conta è l’autenticità e la qualità delle marche. L’attenzione è di lusso e potrai provarti i vestiti che desideri senza alcun problema. Vi è inoltre un’interessante collezione di borse, cappelli e accessori che completano qualsiasi outfit. L’indirizzo è Corredera Baja de san Pablo 8.

Per ultimo il Biba Vintage, un negozio elegante specializzato in vestiti maschili e femminili dagli anni ’20 agli anni ’80, di altissima qualità e provenienti dalla Francia e dalla Gran Bretagna. Vi sono inoltre oggetti antichi, occhiali, borse e interessanti accessori. L’indirizzo è Calle Velarde 1, locale 14.

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Con tutti questi dati a disposizione prendere in affitto appartamenti a Madrid diventa l’occasione giusta per cedere alla tentazione del vintage. Inoltre, come si sa già, Madrid è una città che offre tutto il possibile per trascorrere una vacanza all’insegna del divertimento e del relax.

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January 9th, 2012 by madridblogger | 1 Comment »

Mostra Osservati a Madrid.Voyeurismo e vigilanza attraverso la macchina fotografica

L’osservazione e la vigilanza, sia come forma di voyeurismo che come testimonianza della violenza, ci sono sempre stati e ora più che mai, con i telefoni cellulari e le macchine fotografiche digitali.

osservati <b>voyeurismo</b> a madrid

Coscienti di questo il Museo d’Arte Moderna di San Francisco e la Tate Modern di Londra hanno organizzato la mostra  “Osservati. Voyeurismo e vigilanza attraverso la macchina fotografica dal 1870” dove, attraverso 170 fotografie e due video, viene mostrata la trasformazione dello sguardo indiscreto nel corso degli anni.

Fino all’8 gennaio 2012 la Fondazione Canal ospita questa mostra incentrata su diversi temi come l’erotismo, la pornografia, lo spiare le celebrità, la vigilanza e  persino la morte e la violenza, con il contributo  di fotografi e fotoreporter di prestigio quali Henri Cartier-Bresson, Dorothea Lange o Walker Evans, oltre a molti altri.

Cartier- Bresson è conisiderato il padre del fotoreportage, il  filo conduttore del suo lavoro è sempre stato quello di cogliere l’attimo decisivo, quello che lui chiamava “images à la sauvette”,  ovvero la  cattura furtiva di immagini. Fu senza dubbio un grande rappresentante della cosiddetta “Street photography”.

Curata da Sandra Phillips (SFMOMA) e Simon Baker (Tate Modern), la mostra è strutturata in cinque sezioni:

1.- Il fotografo inavvertito (Street photography). In queso tipo di immagini il fotografo non cerca la perfezione dell’istantanea, quanto la capacità di anticipare la notizia e, soprattutto, di sviluppare l’ abilità di scattare la foto rapidamente.

2.- Vigilanza. Attualmente i cellulari e le macchine digitali sono molto diffusi. Tutti dispongono di questi mezzi e quindi si convertono automaticamente in fotografi o, più esattamente, in controllori e guardiani gli uni degli altri. Sono fotografie che permettono di denunciare dei fatti e conoscre la verità, compiendo così la loro funzione sociale. In questa sezione della mostra si inseriscono i fotografi contemporanei.

3.- Voyeurismo e desiderio. Lo sguardo indiscreto dell’uomo c’è sempre stato, fin dagli inizi della storia. Quest’esposizione esplora temi come l’erotismo e la pornografia, con immagini che confinano con il proibito.

4.- Testimoni della violenza. Guerre, droga, mafia, delinquenza, esecuzioni. Tutto questo costituisce la fotografia violenta, un genere fotografico molto produttivo, soprattutto  per la stampa sensazionalista. Una fotografia che coglie in modo brutale l’intimità delle persone.

5.- Celebrità e lo sguardo pubblico. Alla fine degli anni 50 nasce la figura del paparazzo, fotografi che impugnando il loro teleobbiettivo e nascosti come potevano immortalavano l’intimità dei famosi per poi vendere le immagini alle riviste di cronaca rosa. Sono le cosidette  foto “rubate”, dove la mancanza di nitidezza dell’immagine è supplita dal valore del documento. Iniziava così un’industria milionaria.

Un percorso per immagini che non lasceranno nessuno indifferente e  che ci faranno riflettere sul buono e cattivo utilizzo della macchina fotografica. Questa mostra arriva nella capitale spagnola dopo essere passata per la Tate Modern di Londra, il MOMA d San Francisco e il Walker Art Center di Minneapolis.

http://www.fundacioncanal.com/index_noticia.php?mes=4&sec=5&year=2011&ancla=octubre

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Approfitta del fatto di trovarti a Madrid e vieni a vedere la mostra “Observados. Voyeurismo y vigilancia a través de la cámara desde 1870″. Ma soprattutto non dimenticare di affittare appartamenti a Madrid

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January 4th, 2012 by madridblogger | 1 Comment »

Mostra Migrazioni. Un pianeta in movimento a Madrid

Fino al 6 gennaio 2012 presso la  terrazza de La Casa Encendida di Madrid sarà in corso la mostra Migraciones. Un Planeta en Movimiento. La mostra, organizzata dalla rivista Le Monde diplomatique en español, si addentra nella complicata tematica delle migrazioni, tracciando una mappa della realtà globale dei grandi spostamenti umani.

migrazioni planeta <b>movimento</b> madrid

L’esposizione si  incentra su alcune impattanti fotografie realizzate da foto reporter come Walter Astrada, Zalmaï, Asim Hafeez, per citarne alcuni. Inoltre conta sull’attiva partecipazione di ACNUR, ONU, FAO e del  Centro de Estudios de Migraciones y Exilios (CEME) della UNED, che presentano le loro migliori produzioni di cortometraggi per aiutare a comprendere un dramma poco trattato nelle grandi discussioni politiche attuali e spesso ignorato dai cittadini.

Unitamente a  quest’ interessante mostra grafica vi saranno importanti apporti sul significato ed il significante del concetto “migrare” da parte di intellettuali e pensatori contemporanei.

La parte centrale della mostra è costituita da la “Cartografia” de Le Monde diplomatique e de Le Monde-LaVie, dove lo spettatore potrà comprendere la dimensione globale di questo fenomeno e i suoi aspetti più rilevanti che vanno da quello umano a quello economico e politico. Tutto questo sarà accompagnato da articoli scritti dalla redazione de Le Monde diplomatique.

La cosa più inquietante di quest’ esposizione è la performance presentata in occasione dell’inaugurazione,  che è rimarrà in mostra  fino a chiusura. La performance diretta da José Sanchis Sinisterra tratta il tema della migrazione di cittadini  spagnoli, partiti  per questioni economiche . Per farlo utilizza le registrazioni di cinque voci di persone al telefono che chiamano da un phone centre i familiari distanti,  dei monologhi  in cui parlano delle  loro vite.

L’opera ottiene un effetto impattante sullo spettatore, con la voce in off che esprime l’assenza di corporalità dell’altro. Provoca inquietudine l’essere messi di fronte alla possibilità di vivere lo sradicamento, la solitudine e l’emarginazione che comporta l’essere un trapiantato in un’ altra terra.

A questa realtà sono sottomessi circa 230 milioni di esseri umani, tra i quali vi sono immigranti legali ed illegali. Questa enorme massa di uomini, donne, e bambini di varie età, tradotta in freddi numeri, dà i brividi. Ma se si guarda alla dimensione umana il problema appare ancor più drammatico perchè dietro a tutto questo vi sono i grandi affari di traffici di esseri umani,  traffici di persone che si spostano sognando una vita migliore per incontrare invece solo miseria, sfruttamento e maltrattamenti.  Un aspetto rilevante dell’esposizione è che riesce a sensibilizzare coloro che non hanno mai vissuto l’esperienza dell’emigrare verso altre latitudini alla ricerca di una vita migliore. Questo costringe a guardare la realtà da un’altra prospettiva e a riconoscere che dietro ogni emigrante c’è un essere umano sfuggito dalla povertà del suo paese, dalla guerra  o da persecuzioni di carattere politico. Per maggiori informazioni http://www.lacasaencendida.es/LCE/lceCruce/0,0,73537_0_73535_21807%24P1%3D16,00.html

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Si goda qualche giorno meraviglioso in appartamenti a Madrid Le ricordo che questa grande mostra è ad ingresso libero e può essere un’interessante occasione per scoprire una realtà che vediamo quotidianamente ma che a volte non comprendiamo.

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January 3rd, 2012 by madridblogger | 1 Comment »

Il musical di Sabina a Madrid:Más de 100 mentiras

Más de 100 mentiras è un fantastico musical ispirato alle canzoni del geniale Joaquin Sabina. Oltre tre ore di rappresentazione durante le quali si succedono tradimenti, inganni, passioni, disincanti e humor,  il tutto accompagnato da più di 25 canzoni di  Joaquin Sabina scelte per l’opera.

sabina mas de 100 mentiras

Lo spettacolo racconta la storia di quattro amici, tre delinquenti di bassa lega e una prostituta, che dopo l’uscita di prigione di uno del gruppo, “el Tuli”, cercano di vendicare la morte di un quinto membro, Samuel, e allo stesso tempo di  diventare milionari. Il morto appare in forma di spirito ai suoi amici e il cattivo della storia è Fernando Villegas, colpevole dell’incarcerazione di “el Tuli” e della morte di Samuel.

Quasi tutta l’azione si svolge nel bar Darlings, punto d’incontro di prostitute, delinquenti ed emarginati. Una trama fatta di inganni, amicizia e bugie, coesa grazie a più di trenta canzoni del cantante, scrittore e paroliere Joaquin Sabina. Potremo ascoltare adattamenti di  La del pirata cojo, Pastillas para no dormir, Contigo e 19 días y 500 noches in una versione flamenca, oltre a molte altre canzoni tratte dai suoi dischi Física y Química e 19 días y 500 noches.

L’opera è una creazione di David Serrano, che conosciamo per il famoso largometraggio El otro lado de la cama, il quale ottenne un audience di oltre 2.800.000 spettatori. Daniel García è il regista musicale, il quale ebbe lo stesso incarico nel musical di successo ispirato alle canzoni di Mecano Hoy no me puedo levantar. Conta inoltre su di un arrangiatore d’eccezione, Leiva, bassista, chitarrista, compositore e cantante del gruppo musicale Pereza. Joaquín Sabina è uno dei cantautori più prodigiosi in lingua spagnola. Le sue parole sono lamenti, reclami, proteste e verità. Uno stile unico e inimitabile che attrae allo stesso modo veterani e giovani. Tutti abbiamo canticchiato qualche volta una canzone di Sabina e tutti ci siamo identificati con le sue parole  in qualche occasione. Per questo non devi perderti l’occasione unica di assistere a questo fantastico spettacolo, prima che venga portato in Argentina e Messico, sue prossime mete. La rappresentazione sarà messa in scena fino al prossimo 8 gennaio 2012. Il teatro scelto per questo divertente musical è il mitico Teatro Rialto de Madrid, un palcoscenico caldo e vicino dove è stato recentemente rappresentato il musical incentrato sulla storia della stazione radio 40 Principales. Potrai comprare i tuoi ingressi per il musical Mas de 100 mentiras, sulla pagina web ufficiale dello Show, http://www.masde100mentiras.com oltre che su altre piattaforme di vendita in Internet. I prezzi vanno dai 69.90 € di una poltrona in platea fino ai 35,00€ della galleria superiore. Se viaggi in gruppo per vedere il musical informati sugli appositi sconti speciali  telefonando al numero 902 497 749.

Fernando Paterna

Quando viaggerai in questa città ricordati che l’opzione più comoda ed economica per passare qualche giorno nella capitale è affittare appartamenti a Madrid E’ la scelta che ti da più libertà e che ti permette di organizzare i tuoi orari come meglio credi. Madrid è una città ideale da vistare in dicembre per la sua illuminazione e le sue decorazioni natalizie. Non dimenticare di visitare le principali attrazioni e conoscere i luoghi di festa più interessanti.

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January 2nd, 2012 by madridblogger | 2 Comments »

Musical Il Re Leone a Madrid

Quando nel 1994 la Walt Disney Pictures fece uscire Il Re Leone, il suo  32 º film animato, niente lasciava presagire il successo folgorante che questa storia avrebbe avuto succesivamente. Di fatto il progetto  venne realizzato insieme a quello di Pocahontas, e  considerato come secondario visto che si puntava soprattutto su quest’ultimo. Entrambi i cartoni animati furono un successo ma Il Re Leone ottenne  anche più reazioni positive.

musical <b>re</b> <b>leone</b> madrid

Nel 1997 Broadway lo adattò in forma di musical e da allora è ininterrottamente in cartellone, essendo il primo nella classifica di incassi. Da più di 14 anni riscuote successi che gli sono valsi 6 Premi Tony nel 1998, tra i quali quello per il Miglior Musical e la Miglior  regia musicale a Julie Taymor.

La colonna sonora de Il Re Leone conta sulla collaborazione di Elton John e del paroliere Tim Rice ed è stata premiata in numerose occasioni: Oscar e Globo d’oro alla Miglior Colonna Sonora (Hans Zimmer) e alla Miglior canzone originale (“Can You Feel the Love Tonight”),  Grammy per il  Miglior Album Musicale nel 1999, oltre a molti altri. Nel musical de Il Re Leone gli spettatori potranno godere di tre nuove canzoni composte per loro.

Dopo aver viaggiato in 13 paesi, dove circa 60 milioni di persone hanno già visto lo spettacolo, Il Re Leone, “Il musical che commuove il mondo”, arriva in Spagna grazie a Stage Entertainment, dove verrà presentato  per la prima volta in spagnolo. Si tratta della più grande produzione musicale del paese e si prevedono record di vendite grazie alle prevendite prima della sua uscita: quasi 100 mila biglietti venduti per uno spettacolo teatrale.

Il 20 ottobre scorso vi fu la prima presso il teatro Lope de Vega di Madrid, che si trova in piena Gran Via, alla quale parteciparono personalità del mondo del cinema, teatro e televisone oltre al sindaco della città e ad altri rappresentanti politici. Julie Taymor, la creatrice e regista di questo spettacolo, partecipò al galà di quella che si è rivelata la più grande premiere della stagione.

Con una messa in scena spettacolare, piena di colore ed ambientata nella savana, il musical conta su 21 musicisti e 53 attori dei quali 7 sono africani, conditio sine qua non per trasmettere lo spirito africano de Il Re Leone. La scenografia mescola elementi artistici propri dell’Africa, Asia e Occidente. Tutto (savana, paesaggi, fiori) viene rappresentato dagli attori. I personaggi indossano maschere africane, il che permette di vedere la loro espressione animale. La storia de Il Re Leone è una versione della tragedia classica Amleto, il personaggio di Shakespeare. In quest’occasione il protagonista è un giovane leone di nome Simba. Il cucciolo, chiamato a succedere al trono di suo padre, è visto con invidia da suo zio Scar che cercherà di farlo fuori con ogni mezzo per usurpargli il trono. Ma non è tutto tragico in questa storia. Grazie ai suoi amici, Timon e Pumba, Simba conoscerá il valore dell’amicizia e una parola chiave: “Hakuna Matata”. Tutta una filosofia di vita che lo aiuterà a far fronte ai problemi. Come? Molto semplice: lasciandosi il passato alle spalle, senza paura e vivendo senza preoccupazioni. Serenità, dall’inizio alla fine. Per maggiori informazioni : http://www.elreyleon.es/

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Approfitta di appartamenti a Madrid e vieni a vedere Il Re Leone, il musical che trionfa ion tutto il mondo.

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December 30th, 2011 by madridblogger | 2 Comments »

Tutto ciò che dovete sapere sul Rastro di Madrid

Tutto ciò che dovete sapere sul Rastro di Madrid è probabilmente che per lo scrittore Samoa Albert Hanover rappresenta uno dei vertici del triangolo magico della città. La prova inconfutabile sta nel ritrovamento, come lo stesso Hanover racconta nella sua enigmatica poesia Nieve en las estribaciones de todos los lenguajes nuevos, nello stesso mercato del libro sul mercato delle pulci madrileño di Ramón Gómez de la Serna, il creatore del genere delle greguerías e divulgatore delle avanguardie estetiche e letterarie in Spagna, forse la sua opera più strana e apprezzata.

rastro madrid

Hanover acquistò il libro, pubblicato in un’antica edizione della Colección Austral, nello stesso mercato in una mattina piovosa e apprese così che il tempo atmosferico perfetto per visitare il mercato è quando pioviggina, non solo perché così si riduce considerabilmente il numero di persone, favorendo così il transito tra le bancarelle, le stradine e le piazze (dal momento che il Rastro c’è solo la domenica, in generale, nelle giornate di sole si trasforma in una processione di persone che obbligano a un passo eccessivamente lento), ma anche perché le strade comprese tra piazza Tirso de Molina, la Glorieta de Embajadores e la Puerta de Toledo sono particolarmente affascinanti quando bagnate dalla pioggia riflettono nelle miriade di pozzanghere una realtà parallela fatta di oggetti inverosimili che prendono vita propria e formano parte del quotidiano e gli oggetti più comuni danno la sensazione che acquisiscano proprietà magiche che li convertono in utensili straordinari la cui esistenza e funzionalità si direbbe che sono totalmente contrapposte.

 

Come lo stesso Ramón Gómez de la Serna dice, il miracolo, la caratteristica più intrinseca del Rastro è questo mix di surrealismo e purismo. L’insolito e il quotidiano coabitano nel Rastro, si trasformano mutuamente e si complementano, in modo tale che se non esiste in città un luogo così tipicamente madrileño (per il nome, le strade, gli artigiani, i negozi di antiquariato che formano piccole colonie che sembrano prese da un racconto di un libro usato che condividono l’asfalto nel Rastro con vecchie macchine da cucire Singer, cappelli di feltro o cinture della Niña de los Peines, per gli angusti bar tradizionali e le specialità della città, dal vermut, al vino e alla birra e ai gamberi e le lumache…) tantomeno esiste un luogo così propizio all’ascensione della realtà a categoria poetica.

 

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Quando affittate uno degli appartamenti a Madrid ricordatevi di visitare il Rastro, se possibile, in un giorno piovigginoso, stare attenti al vostro portafoglio e fare le necessarie soste per riporre le forze nei tipici bar nei dintorni.

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December 28th, 2011 by madridblogger | No Comments »

Mariette Pierre-Jean a Parigi

Mariette visse nel XVII secolo e fu uno dei principali collezionisti di tutta l’Europa in quel periodo. Ebbe la fortuna di nascere in una famiglia già introdotta nell’ambiente parigino delle incisioni e delle stampe, una famiglia di editori di libri, e per questo fin da giovane Mariette si interessò al mondo dell’arte.

mariette <b>pierre</b> <b>jean</b> parigi

Grazie al business familiare, poco dopo aver cominciato ad entusiasmarsi per il disegno entrò in contatto con grandi e rinomati collezionisti, che gli offrirono alcune opere che avevano in deposito da molti anni. Iniziò così a mettere insieme migliaia di opere, di artisti a volte conosciuti e a volte non tanto, che aumentarono di valore con l’andare del tempo.

Passo dopo passo, il suo fanatismo e la sua passione per i disegni crebbero, e Mariette riuscì ad ottenere opere di artisti di quasi tutti i paesi europei, soprattutto Francia, Italia, Spagna e Germania. Durante la sua vita incontrò varie persone che lo aiutarono e gli diedero consigli su come rendere più imponente la sua collezzione, e così decise di catalogare cada uno dei suoi pezzi e fu capace di gestirli in maniera adeguata, scambiando alcune opere di medio valore con altre migliori.

Pierre-Jean Mariette riuscì a collezionare più di 10mila opere, che testimoniano il suo impegno ed il fatto che fosse un uomo che raggiungeva gli obiettivi che si proponeva, sempre e quando nascevano dall’amore e dalla passione. Non abbandonò mai la sua impresa, e quando questa assunse rilevanza culturale approfittò della sua posizione per comprare le opere ancora più squisite (e care) del mercato.

Quando divenne adulto ed assaporò il gusto dell’arte con un palato più maturo, iniziò a collezionare anche piatti, sculture, dipinti e qualsiasi oggetto gli risultasse interessante. Molte delle sue opere furono vendute o messe all’asta, finendo disperse in varie parti del mondo.

Fu Pierre Rosenberg, il presidente del Museo del Louvre, a intraprendere il progetto di ricostruire la collezzione che Mariette aveva creato molti secoli prima. A questo scopo si dovette lavorare duro, ed acquisire pezzi esposti sia in spazi pubblici che privati, cercando di riordinarli secondo la disposizione originale. Centinaia di queste opere recuperate saranno esposte per tutti coloro che vorranno recarsi al museo.

Molto tempo dopo la sua morte (1774), la collezzione iniziata da Mariette continua a mantenere un valore nell’ambiente culturale ed artistico, e migliaia di persone in tutto il mondo sono interessate a visitare questa mostra, aperta al pubblico a Parigi. L’esposizione verrà realizzata nel Museo del Louvre della capitale francese, dal 10 novembre 2011 al 6 febbraio dell’anno successivo. E così tutti i turisti e gli abitanti della città della Torre Eiffel potranno visitare il museo godendosi la collezzione di Mariette.

Per maggiori informazioni su questa esposizione potete visitare il sito web ufficiale dell’evento: http://www.louvre.fr

 

 

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Tutti gli appassionati della buona arte dovrebbero affittare appartamenti a Parigi e visitare il Museo del Louvre, che, oltre a possedere opere di rilevanza internazionale, negli ultimi mesi di quest’anno e all’inizio del prossimo esporrà alcuni disegni inediti davvero imperdibili.

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December 27th, 2011 by madridblogger | No Comments »

Ristoranti Vegetariani a Madrid

Nell’ultimo decennio a Madrid è aumentata esponenzialmente l’offerta di ristoranti vegetariani, tanto  a livello di qualità che di quantità. Sono lontani i giorni in cui in città non era un compito facile trovare un menù privo di carne. Di contro adesso è difficile scegliere tra l’ampia e crescente gamma di locali che possono risultare interessanti per tutti.

ristoranti <b>vegetariani</b> madrid

In  via Agrumosa, nel colorato e multicuturale quartiere di Lavapiés, si distingue per diritto El Granero de Lavapiés, vincitore in più occasioni del premio per il ristorante che meglio applica il Feng-Shui in tutta Madrid. Nonostante quello che le nostre associazioni mentali potrebbero portarci a pensare non si tratta di un ristorante orientale, ma di un locale rustico per niente carico che, come dice il suo nome, trasmette alla perfezione l’idea di una cucina casalinga ben fatta, che è poi il suo segno di distinzione. Offre abitualmente menú  di stagione elaborati con prodotti freschi  dove brillano di luce propria piatti come filetti di riso con salsa di mandorle, il gazpacho o i panini vegetariani. E’ anche possibile optare per il piatto completo della casa che comprende riso integrale, legumi e insalata di carota lombarda al vapore.

All’altro estremo dello spettro  troviamo ristoranti come il sofisticato La Isla del Tesoro, che si trova nel quartiere rocker di Malasaña, precisamente al numero 3 di via Manuela Malasaña (http://www.isladeltesoro.net/). La Isla del Tesoro si distingue per la sua ecclettica ed esotica decorazione, un’ampia carta dei vini e piatti arrischiati, evocativi ed elaborati. Nonostante non sia un locale particolarmente economico  a pranzo offe un menú del giorno dal lunedì al venerdì per solo 11 euro ed ha messo a punto un’ampia offerta di tapas vegetariane.

Se ci spostiamo nel quartiere di La Latina, nei dintorni della bella e senza tempo Piazza de la Paja, troviamo Viva la Vida, un colorato locale in stile tropicale che funziona  come negozio e  ristorante-buffet e in cui è  possibile comprare anche cibo da asporto. In estate gode del vanatggio di avere una terrazza sulla piazza e durante tutto l’anno è  tra i preferiti  dai vegani per l’ampia varietà di cibo di questo genere. Il prezzo del cibo, che ci si serve da soli  prima di pagare, è a peso. Il salato costa €1,80 all’etto e il dolce (una delle sue specialità è la pasticceria per vegani e celiaci)  €2,20.

Nella stessa piazza, ad appena un minuto da lì e sempre con terrazza, si trova El Estragón (http://www.elestragonvegetariano.com/), un ristorante ricavato in un’antica taverna di due piani tipica del centro storico che offre un menù con un’ampissima scelta di succulenti e generosi piatti ovo-lacto-vegetariani.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Alcune idee diverse per gli amanti della cucina vegetariana che affittati i loro appartamenti a Madrid non sappiano dove dirigere i propri passi all’ora di recuperare le energie dopo le lunghe passeggiate che la città impone.

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December 27th, 2011 by madridblogger | No Comments »