Nuovi Realismi: 1957-62. Strategie dell’oggetto, tra readymade e spettacolo

Indubbiamente la seconda metà del secolo XX è stata per l’arte, in particolar modo per la pittura e la plastica, un periodo di grandi trasformazioni e cambiamenti fondamentali. L-inizio degli anni ’60 fu fondamentale in questo senso. La mostra allestita al Museo Reina Sofia “Nuovi Realismi: 1957-62. Strategie dell’oggetto, tra readymade e spettacolo, analizza proprio questi cambiamenti.

L’esposizione inizia con la culminazione della modernità e termina con l’apice della postmodernità e ripercorre il percorso tra l’ultima tappa dell’egemonia della pittura astratta e la consolidazione dell’arte pop. L’attenzione però non si centra né sulla  pittura né sull’arte pop, ma nel processo che vede susseguirsi tutti questi movimenti in un solo flusso.

Secondo la sua curatrice, Julia Robinson, la mostra illumina un punto d’inflessione nell’arte della seconda metà del secolo XX, il punto di rottura del periodo post bellico, che creò le condizioni artistiche propizie per quello che è conosciuta come l’arte “dei  Sessanta”. Anche se la decade in questione è stata catalogata con termini come pop, Fluxus, minimalismo e arte concettuale, il breve lasso di tempo nel quale si susseguono tutte queste tendenze, non permette di definire tutte con  uno solo di questi sostantivi.

La mostra riunisce i lavori di artisti  come George Brecht, Marcel Duchamp, François Dufrêne, Gallizio, Raymond Hains, Allan Kaprow, Yves Klein, Roy Lichtenstein, Piero Manzoni, Jean-Pierre Mirouz , e Robert Rauschenberg, tra gli altri. Più che le opere in  sé , il particolare valore di ”Nuovi Realismi: 1957-62” è quello di aver riunito le opere di artisti sia europei sia americani con traiettorie parallele che operarono in una determinata epoca.

All’epoca, Klein organizzava la sua quinta mostra definendo il suo progetto come pura energia artistica “immateriale”. Contemporaneamente Allan Kaprow e George Brecha lavoravano sull’atto pittorico in relazione con lo spazio e il tempo reali, passando il primo dalla pittura all’happening, e il secondo  Brecht dai ready made ai cosiddetti Events.

Sei un amante dell’arte contemporanea e ti appassiona l’arte degli artisti citati? Aapprofitta della tua permanenza presso gli appartamenti a Madrid e fai un giro per il Reína Sofía che fino al 4 ottobre li vedrà riuniti in una sola mostra.

 

One Response to “Nuovi Realismi: 1957-62. Strategie dell’oggetto, tra readymade e spettacolo”

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